Il 22 dicembre,
nella sede di via Castelgomberto 20, è stato celebrato
il Trentennale dell'Intitolazione del nostro Liceo a Renato Cottini
e inaugurata la collocazione nell'atrio del busto realizzato dal
giovane scultore torinese poco prima della morte, donato alla
scuola dal critico Piergiorgio Dragone.
Per l'occasione si sono ritrovati molti docenti, ex docenti, allievi,
ex allievi del Liceo e loro familiari, ma anche numerosi rappresentanti
delle istituzioni culturali e politiche (Guido Curto, direttore
dell'Accademia Albertina, Guido Vaglio del Museo Diffuso della
Resistenza, Alberto Cavaglion dell'Istituto Piemontese per la
Storia della Resistenza, gli ex Presidi del Liceo Luigi Esposito
e Giuseppe Bertero, il pittore Francesco Casorati e il consigliere
regionale Vincenzo Chieppa).
Ospite d'eccezione CHIARETTA BURATTI,
ritratta fanciulla nel busto donato, tuttora slanciata, elegante
ed austera. Le sue parole intense e toccanti hanno rievocato l'impressione
esercitata su di lei dal giovane Cottini, bello e forse un po'altero;
questa la prima immagine che dello scultore poco più che
ventenne le apparve sullo scalone dell'Accademia di Belle Arti,
quando, allieva del liceo classico, ancora non immaginava che
le sarebbe poi stato richiesto di posare per lui. La signora Buratti
ha poi richiamato alla memoria le peripezie che portarono in salvo
la scultura rimossa dai locali bombardati dell'Accademia fino
a quando finì nelle mani di Angelo Dragone, padre di Piergiorgio.
Troppo breve la vita di Renato Cottini (nato a Torino nel 1921),
sensibile, talentuoso scultore e martire della Resistenza. Sergente
di fanteria, allievo ufficiale e dal 1° aprile 1944 partigiano
della VI Divisione G.L., egli fu catturato a Rivarolo e fucilato
con tre compagni il 26 maggio 1944 al Colle Braida, presso Valgioie
di Giaveno, all'età di 23 anni.
Alla testimonianza di C. Buratti ha fatto seguito quella non meno
preziosa di GIORGINA LEVI ARIAN,
ex consigliere comunale ed ex parlamentare, testimone e intellettuale
ancor oggi militante, a 95 anni compiuti, portati con fierezza
ed energia. Il suo intervento ha preso spunto dalla tragica morte
del giovane artista, per ricordare quanto, più che mai
oggi, in un mondo disorientato e smemorato in cui fatalmente stanno
scomparendo i testimoni delle tragiche guerre del Novecento, sia
importante trasmettere ai giovani la testimonianza di una fede
civile, quella nei valori della democrazia e della pace, maturati
proprio dal sangue di giovani come Renato Cottini. Significativo
e graditissimo è giunto il suo dono alla Biblioteca del
Liceo del sempre attuale volume "Lettere di condannati a
morte della Resistenza europea" da cui, con voce ferma e
chiara, Giorgina Levi ha voluto leggere le struggenti ultime parole
di un muratore 18enne del senese e di un adolescente polacco,
Chaim, di 14 anni: "Miei cari genitori, se il cielo fosse
carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi
le mie sofferenze". Una lettura molto educativa che ripropone
agli studenti di oggi l'esempio di tanti uomini e donne comuni
dalle cui sofferenze è stata resa possibile la libertà
di cui godiamo. Il pittore GIGI CHESSA,
ex docente del Liceo e allievo di Giorgina Levi ha ricordato il
suo magistero fondamentale nel formarlo civilmente e politicamente
e le mille resistenze che lei, ebrea in esilio in Bolivia, impossibilitata,
con grande sofferenza, a unirsi ai partigiani italiani, fece e
continua a fare in nome della libertà.
Significative anche le testimonianze di PIERGIORGIO
DRAGONE che ereditò dal padre la scultura donata
al Liceo "Cottini", di ANTONIO CARENA,
ex docente del Liceo, ancora innamorato del mondo della scuola
e di una vita "a colori" e, infine, del Preside "storico"
del Liceo, LUIGI ESPOSITO. Nel suo
intervento egli ha illustrato le circostanze che portarono alla
scelta del nome di Renato Cottini e ricordato con quanta caparbietà
difese tale scelta (culturale e politica nello stesso tempo),
che infrangeva la prassi consolidata di intitolare i licei artistici
a famosi artisti italiani del passato.
Il Preside attuale, Prof. GIANPAOLO
AGHEMO, dopo aver presentato i vari ospiti, ha lasciato
la parola al Prof. CLAUDIO GUSMANO,
ideatore e curatore dell' "Intervento Musicale per Violino
e Pianoforte", che ha sintetizzato le ragioni della scelta
dei brani illustrando il passaggio dalla ricchezza di colori e
freschezza di linguaggio di Händel e Haydn (Allegro della
"Sonata III" e "Serenata"), al Massenet più
lirico e introspettivo ("Méditation"). Dopo aver
presentato i due interpreti, ELENA GALLAFRIO
(violinista, diplomata a Torino con Silvio Bresso, vincitrice
di importanti premi tra cui il Primo Premio al Concorso Nazionale
"Città di Vittorio Veneto" nel 1989) e SIMONE
ZOJA (pianista, diplomato a Torino con Maria Clara
Monetti, premiato con numerosi riconoscimenti tra cui, nel 2003,
la Borsa di Studio "Giovanni Berrino" come miglior diploma
delle sessioni d'esame), ha dato quindi spazio alla musica.
Sulle note commosse e commoventi di Massenet si è così
concluso quel pomeriggio di festa, in un clima di condivisione,
passione e continuità che caratterizza l'identità
del Cottini.