Non è comune che 40 studenti mantengano a lungo silenzio e attenzione di fronte a chi parla in un’aula magna.

Questo è accaduto nel primo pomeriggio del 27 ottobre 2009 quando gli allievi delle classi 5 A (pittura) e 5 H (architettura) hanno incontrato il tenore ANDREA CARE’, interprete di Alfredo nella "Traviata” al Teatro Regio di Torino. Le due classi, guidate dalle prof.se MARIA GRAZIA ALEMANNO e ANTONELLA MARTINA, col coordinamento del prof. CLAUDIO GUSMANO, avevano partecipato al progetto "All’opera ragazzi" e, dunque, dopo le varie fasi di preparazione alla “Traviata”, avevano avuto modo di assistere ad una prova di assieme e alla rappresentazione serale del 17 ottobre 2009.


Carè è stato invitato dal prof. Gusmano, già docente al Conservatorio Verdi di Torino quando Carè, allievo, vi studiava, e ora amico di questo artista talentuoso, quanto comunicativo e generoso; tanto generoso da regalare al Liceo Artistico Cottini più di un’ora del suo tempo fitto di impegni in questo breve passaggio a Torino, prima di trasferirsi a Venezia per interpretare Ctirad nella "Šárka" di Leoš Janácek al Teatro La Fenice.


L’incontro, di cui è stato regista e conduttore il prof. Gusmano, si è aperto con le note del preludio dell’opera di Verdi che scorrevano sulla proiezione di fotografie di scena dello spettacolo al Regio.


Subito dopo il prof. Gusmano ha letto brevi frasi estratte dalle relazioni che gli studenti hanno scritto sull’emozione dell’esperienza vissuta in teatro, ha poi presentato l’artista e dato quindi spazio alle domande per mettere gli studenti, ancora una volta, in primo piano.


Ecco dunque, nel silenzio dell’uditorio e con momenti di grande emozione, scorrere il percorso dell’artista attraverso le sue risposte: le iniziali esibizioni "pop", l’incontro con la maestra Silvana Moyso Bocchino, gli studi musicali, le prime soddisfazioni, la scelta di darsi obiettivi alti, le gratificazioni di fronte ai traguardi e ai miglioramenti raggiunti, ma anche la fatica, l’esercizio quotidiano, le rinunce.


Più di un’ora è volata durante il racconto avvincente dell’artista (ormai Andrea per gli interlocutori) che, con quel suo modo sincero e diretto di parlare, ha saputo tenere sospese attenzione e curiosità, senza peraltro mancare di offrire una fitta rete di riferimenti agli aspetti specifici della professione e alla messa in scena dell’opera. Sinceramente commosso è stato il ricordo del maestro Luciano Pavarotti che (con Raina Kabaivanska) ha dato un’impronta e una svolta decisiva alla formazione del tenore ma anche dell'uomo.


Una grande lezione di umiltà, di tenacia, di passione per l'arte e la cultura e di simpatia umana; una di quelle lezioni dal vivo che lasciano il segno e che raramente si trovano nelle pagine dei libri.


Dopo i ringraziamenti e le richieste di autografi, l’incontro si è chiuso con le note dell’intermezzo dell’opera, nella piena soddisfazione dell'organizzatore, di tutti i presenti e, visibilmente, di …Andrea.