Eneide

Il Gruppo Teatrolaboratorio con lo spettacolo TANTAE MOLIS ERAT ROMANAM CONDERE GENTEM, al Festival Nazionale del Teatro "Elisabetta Turroni" 14 Edizione presso il Teatro BONCI, Comune di Cesena (EMILIA ROMAGNA) nel novembre 2011 ed ha ricevuto il PREMIO PER IL CENTOCINQUANTENARIO con questa motivazione:
"Molto originale è l'idea di celebrare il 150° anniversario dell'unità d'Italia scegliendo l'eneide come opera fondante del concetto stesso di nazione italiana: l'allestimento è stato realizzato utilizzando il punto di forza messo in luce nel lungo e importante percorso teatrale degli istituti scolastici promotori, cioè la felice sinergia interdisciplinare tra docenti e linguaggi tatrali diversi (danza, musica, recitazione, testo). Particolarment felice è il modo con il quale è rappresentata la guerra, con figurazioni e coreografie, capaci di comunicare un'efficace astrazione"

Locandina

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FOGLIO DI SALA

Per i suoi centocinquant’anni anche noi si voleva cantare l’Italia. Non per osannare o denigrare ma per capire quel periodo che l’ha creata e di cui tanto poco tutti sappiamo realmente.
Ma nel lavoro di documentazione, difficile e doloroso per le tante contraddizioni e ombre di allora e di oggi, si è fatta via via più chiara l’impossibilità di raccontare il Risorgimento senza rischi di partigianeria o insufficienza. Eppure, quanto più ci si addentrava nel groviglio di quel periodo infuocato e terribile, tanto più si percepiva che nonostante tutto, nonostante errori, atrocità, ingenuità e cinismo, qualche cosa doveva pur esserci stato di più forte e grande, quasi sotterraneo filo conduttore.
Noi crediamo di averlo individuato, (tanto più sorprendente pensando all’oggi), in quel paio almeno di generezioni di intellettuali, politici, artisti ma anche nobili, militari, borghesi e “popolo” che per decenni hanno pensato, discusso, progettato Stati e società migliori, impegnandovi intelligenza, denaro e ogni energia, correndo rischi estremi, sopportando repressioni feroci, perdendovi, a migliaia, la vita. Un costo altissimo, un compito immane. La fondazione di una società civile.

E dunque di loro si è voluto parlare. Così, per trovare radici profonde e un linguaggio al di sopra delle contingenze, siamo risaliti indietro, ancora più indietro nelle cose d’Italia e ci siamo ritrovati nel mito di fondazione, nell’Eneide di Virgilio. Perché se è vero che il poeta celebra, nella prima lingua unitaria d’Italia, la grandezza di Roma conquistatrice, ancora più vero è che canta l’immane costo dei singoli e dei popoli, la strenua fedeltà a un progetto, la grandezza di chi sa posporre al proprio mandato interessi ed affetti personali e quindi le virtù civili e tutto il sacrificio e il dolore che la storia riserva ai fondatori di civiltà.
Di questo, nell’antichità come nel Risorgimento, crediamo che l’Italia in tanti dei suoi figli possa andare orgogliosa.

A loro è dedicato il nostro spettacolo.

Nell’Eneide abbiamo inseguito situazioni e sentimenti che presentassero, al di sopra della forma epica e mitica, analogie con il clima risorgimentale.

  1. Il poeta annuncia l’argomento: il destino di Enea in fuga da Troia in fiamme per giungere, dopo infinite navigazioni, sventure e guerre, in Italia dove i suoi discendenti fonderanno Roma.
  2. Durante la fuga e il viaggio Enea incontra il fantasma della moglie Creùsa, l’oracolo di Apollo e infine i Penati (sorta di divinità della famiglia e della patria) che, tutti, gli profetizzano

l’Italia come Patria e Terra Promessa.

  1. Giunone, da sempre ostile ai Troiani, vedendoli navigare, chiede aiuto al dio dei vènti Eolo perché li disperda e li faccia naufragare.
  2. Venere, madre di Enea, chiede aiuto a Giove che la rassicura sul destino del figlio.
  3. Nettuno dio del mare, offeso che qualcuno intervenga nel suo regno, scaccia i venti.

Gli Dèi nemici o alleati: forze (politiche) più grandi interferiscono nell’agire degli uomini.

  1. Dopo navigazioni, avventure e naufragi, i Troiani approdano a Cartagine e vengono accolti dalla Regina Didone.

Accoglienza del profugo straniero.

  1. Didone ed Enea si innamorano ma Mercurio incita Enea a ripartire nonostante l’amore.

La fedeltà alla missione e la forza del destino sovrastano anche l’amore.

  1. Enea dispone i preparativi per la partenza suscitando l’ira e la disperazione di Didone che si uccide.
  2. In rotta verso l’Italia il nocchiero Palinuro, ingannato dal dio del sonno, cade in mare e muore.

Giovani vite perse inseguendo la meta.

  1. Sbarcato in Italia, Enea va a consultare la Sibilla cumana che conferma i vaticini ma predice anche terribili guerre.
  2. Giunone manda la Furia Aletto a suscitare guerra fra i troiani e loro alleati contro gli altri popoli italiani.
  3. Il poeta invoca le Muse per poter cantare la terribilità della guerra.
  4. La guerra: tanti popoli vicini di casa ora uno contro l’altro.

Miscuglio etnico dell’Italia e doloroso percorso verso l’unità.

  1. Sulla musica di Pergolesi si ricompongono i morti, andando a creare gruppi ispirati alle “Pietà” di grandi artisti italiani.

Quante vite stroncate, quanto dolore, quanta pietà. Quanta grandezza nella poesia, nell’arte, nella musica che le hanno sapute esprimere.

 

Contatti

Liceo Artistico Statale Renato Cottini - Via Castelgomberto, 20, 10136 Torino
Tel. 011 3241252 - 011 3241320
mail(segreteria): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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